L’intelligenza deduttiva è una delle quattro intelligenze fondamentali del Metodo Ninja, ed ha un ruolo determinante in molti aspetti della tua vita.

L’obiettivo di questa forma di intelligenza è quello di farti ottenere nuove informazioni a partire da altre già note, massimizzandone sia la quantità sia la qualità.

In questo articolo vedrai come mai è importante avere consapevolezza del processo di deduzione e come applicare l’intelligenza deduttiva per analizzarne le componenti (informazioni note, ragionamento deduttivo e informazioni dedotte).
 
 
 
 

Intelligenza deduttiva
 
 
 
 

Il processo di deduzione

 
 

La deduzione è un tipo di ragionamento logico che ti permette di ottenere una nuova informazione a partire da una già nota.

È un tipo di ragionamento che tutti facciamo quotidianamente. Per esempio, dall’odore di un cibo puoi dedurre se è scaduto o meno, oppure dal modo di parlare del tuo capo puoi dedurre se è di cattivo umore o no. Puoi applicare la deduzione a qualunque tipo di informazione, dalle semplici osservazioni immediate fino allo studio di concetti complessi.

Puoi paragonare la deduzione alla composizione di un puzzle: mettendo insieme i pezzi, cioè analizzando le tue informazioni note, scopri via via nuove figure che andranno a formare l’immagine finale. Inizialmente queste figure sono “nascoste” nei singoli pezzi, e il compito della deduzione è quello di usare le tue capacità intellettive per riuscire ad osservarle combinando i pezzi nel modo opportuno.
 

Nella deduzione è importante fare distinzione fra le informazioni note, cioè quelle di partenza, e le informazioni dedotte, che non sono acquisite direttamente ma sono frutto esclusivamente del tuo ragionamento.

Essendo la deduzione un ragionamento logico, il legame fra questi due tipi di informazione deve anch’esso essere di tipo logico. Non si può semplicemente “intuire” o “percepire” qualcosa e dire di averla dedotta. Eventuali “intuizioni” devono essere trattate come supposizioni: informazioni potenzialmente vere che però non hanno ancora un legame logico con quelle note e che devono essere confermate.
 

Il processo di deduzione è l’applicazione della teoria della deduzione alla tua vita reale. Si compone di varie fasi: l’analisi di ciò che sai, la scelta delle informazioni da valutare, la deduzione vera e propria e infine la valutazione di quello che sei riuscito a dedurre.

L’intelligenza deduttiva è la capacità di applicare il processo di deduzione nel modo migliore allo scopo di farti ottenere ottime informazioni dedotte.
 
 
 

L’intelligenza deduttiva

 
 

L’importanza dell’intelligenza deduttiva deriva dal fatto che una grandissima parte delle tue informazioni è dedotta a partire da altre. Questo avviene in quasi tutti gli ambiti della tua vita, dallo studio ai rapporti personali.
 

Gran parte della tua esistenza è basata sul risultato delle tue deduzioni.


 

Lo sviluppo dell’intelligenza deduttiva ti permette di ottenere informazioni dedotte valide e corrette sulle quali basare le tue decisioni, le tue scelte, il tuo modo di vivere e la tua etica.

Cosa accade se l’intelligenza deduttiva è del tutto assente? In questo caso le deduzioni sono prese senza nemmeno esserne consapevoli, e nella mente di chi deduce non esiste distinzione fra informazioni note e dedotte.

La pericolosa conseguenza di ciò è che si perde ogni conoscenza dei legami logici fra le informazioni e non si ha modo di valutare le nuove informazioni ottenute.
 

Un esempio reale: di recente una mia collega di lavoro mi ha detto di aver scelto di non bere latte in quanto, usando le sue parole, “bere latte da adulti non è una cosa naturale e andrebbe evitata”.

Probabilmente non ha consapevolezza del fatto che l’informazione nota dalla quale è partita (in natura non si beve il latte da adulti) e quella dedotta (è meglio non bere latte da adulti) sono su due piani diversi, perché la prima è stata acquisita dall’esterno mentre la seconda è frutto unicamente del suo ragionamento.

Di conseguenza non si chiede quale sia il legame logico fra le due affermazioni, perché non sa nemmeno che deve essercene uno. È chiaro che senza questi requisiti non può applicare nessun tipo di intelligenza deduttiva.
 

La consapevolezza dei processi deduttivi è quindi il punto di partenza per l’applicazione dell’intelligenza deduttiva.
 

Il passo successivo è la suddivisione del processo di deduzione nelle sue componenti fondamentali, in modo da poterle analizzare separatamente. Ogni tuo processo deduttivo è infatti composto da tre fasi:

  1. l’analisi delle informazioni note;
  2. il ragionamento deduttivo;
  3. la valutazione dell’informazione dedotta.

 
 

Intelligenza deduttiva: come interpretare correttamente ciò che osservi. Click to Tweet

 
 
 

La valutazione delle informazioni note

 
 

vALUTAZIONE
 
 

Le informazioni note sono il punto di partenza del processo di deduzione. In questa categoria rientrano sia le informazioni che acquisisci appositamente per arrivare ad una deduzione (come quando cerchi qualcosa su internet oppure chiedi aiuto a qualcuno informato in una certa materia) sia le informazioni già in tuo possesso.

Le informazioni già in tuo possesso fanno parte della tua esperienza.

Ogni informazione nota, che faccia parte della tua esperienza o meno, va prima di tutto valutata in modo da poterla interpretare in un modo logicamente corretto. Sbagliando questo passaggio si arriva inevitabilmente ad avere informazioni dedotte non corrette e fuorvianti, che possono portarti a prendere decisioni sbagliate.

Gli aspetti fondamentali da valutare sono tre:

  1. l’affidabilità (o incertezza);
  2. la validità;
  3. l’accuratezza.

(Puoi notare che sono gli stessi aspetti da considerare per le correlazioni, un altro ambito della logica che ha molto in comune con la deduzione).
 
 

AFFIDABILITÀ

L’affidabilità indica quanto un’informazione è sicura. Via via che l’indice di affidabilità scende, aumenta il dubbio che l’informazione non sia del tutto corretta.

Alla mente umana piace avere certezze e punti fermi, per questo spesso diamo un indice di affidabilità molto alto a tutto ciò di cui veniamo a conoscenza, anche se non ci sarebbero i requisiti per farlo.

Per esempio, puoi leggere qualcosa su un sito internet e considerarla vera senza averla verificata, oppure puoi fidarti dell’affermazione di qualcuno che conosci anche se non sai quanto sia preparato in materia.

Un altro esempio sono le tue convinzioni. Se sei convinto di qualcosa da tanto tempo, probabilmente dai per scontato che sia una verità inconfutabile, senza metterla davvero in discussione.
 

Il punto è che valutare correttamente l’affidabilità di un’informazione è difficile, perché ci sono molti fattori confondenti che influenzano questa valutazione.

Per esempio, la nostra mente ha la tendenza ad accettare e considerare più affidabile tutto ciò che conferma quello che conosce già. Amplifica i dubbi di un’informazione contrastante e sminuisce quelli di un’informazione concorde con sé stessa.

Ripensa un attimo alla mia collega che non beve latte. Se leggesse due articoli qualitativamente equivalenti uno a favore e uno contro il consumo di latte, quale credi che considererà più affidabile?
Ovviamente quello concorde con la sua tesi (pensando: “vedi, lo sapevo!”). Sminuirà sia le debolezze di quell’articolo sia i punti di forza dell’articolo contrastante la sua opinione.
 
 

Per valutare correttamente l’indice di affidabilità di un’informazione devi liberarti dalle influenze, e limitarti ad osservare la sua solidità logica e a valutare la tua fiducia nelle sue fonti.

La solidità logica è data dalla qualità dei legami logici che tengono in piedi un’informazione. Questo aspetto è tanto più rilevante quanto più l’informazione è complessa.

Le informazioni più semplici non hanno legami logici (per esempio, se vedi che sta piovendo non c’è nessuna logica: piove e basta) e da questo punto di vista non presentano problemi.

Quelle più complesse invece vanno valutate con più attenzione. Un articolo di un blog oppure l’opinione di una persona sono ottimi esempi.

Si spiega ora perché l’informazione complessiva “è meglio non bere latte perché non è naturale” che mi ha dato la mia collega non è affidabile: ha una scarsa solidità logica. Basa tutto sul fatto che “non presente in natura” implica “non salutare”, un collegamento che non può definirsi logico (in natura nessun animale cuoce i cibi o sterilizza l’acqua prima di berla, vuol dire forse che non sono abitudini salutari?).
 
 

Il secondo criterio di valutazione dell’affidabilità è la fiducia nelle fonti. Detto semplicemente: più consideri autorevoli le fonti di un’informazione e più puoi ritenerla affidabile.

La valutazione della solidità logica è il metodo migliore per determinare l’affidabilità di un’informazione, ma non hai sempre la possibilità di utilizzarlo. Se non sei sufficientemente informato, oppure non hai tempo e possibilità di effettuare l’analisi, devi basarti sulla fiducia di chi ti fornisce l’informazione.

Ci sono molti casi in cui la fiducia è l’unico criterio pratico di valutazione dell’affidabilità. Pensa ad esempio alle caratteristiche di un oggetto che acquisti: spesso non hai modo di verificarle personalmente ma devi fidarti del produttore. Oppure quando hai bisogno di un’informazione specialistica, per esempio in ambito medico o ingegneristico: se non hai una preparazione adeguata non puoi valutarne la solidità logica, e la sua affidabilità dipende da quanta fiducia hai in chi te la fornisce.

Come regola generale, la valutazione in base alla fiducia è il livello più superficiale e immediato di determinazione dell’affidabilità, mentre la verifica della solidità logica, quando possibile, ti può fornire una maggiore precisione della stessa.
 

Anche quando si valuta l’affidabilità in base alla fiducia devi evitare di incorrere in errori di condizionamento. Spesso, per esempio, è facile dare più fiducia a qualcuno che conosci anche se magari non è informato o competente riguardo all’argomento dell’informazione.
 
 

VALIDITÀ

La validità è un parametro che indica in quanti ambiti è applicabile un’informazione.

Questo parametro è importante quando stai valutando informazioni note che non sono legate ad un evento specifico o a un caso particolare, ma hanno una valenza generale.
 

Un esempio che illustra bene questo concetto è il rapporto fra prezzo e qualità: se due prodotti dello stesso tipo hanno prezzi differenti, spesso quello con il prezzo più alto garantisce una qualità migliore.

Usando lo schema del processo deduttivo possiamo dire che: il prodotto A ha un costo superiore all’equivalente prodotto B (informazione nota), di conseguenza la qualità di A è probabilmente più alta di quella di B (informazione dedotta).

Tuttavia l’informazione nota non è sempre valida, ma ci sono casi in cui il prezzo non ha influenza sulla qualità. Pensa ai libri, agli album musicali o ai film: il loro prezzo non dipende mai dalla qualità artistica, ma solo dal mercato. In questo contesto, quindi, l’informazione nota non ha più validità.
 

È importante quindi considerare la validità delle informazioni per non basare le tue scelte su deduzioni non corrette. Altrimenti rischi di comprare il libro più costoso pensando di prendere quello più bello.
 
 

ACCURATEZZA

L’ultimo parametro che caratterizza un’informazione nota è l’accuratezza: l’indice di quanto un’informazione è precisa e completa in ciò che afferma.

Valutare l’accuratezza è necessario per sapere cosa è omesso o tralasciato, e se l’aspetto al quale si riferisce l’informazione è trattato in modo superficiale o approfondito.
 

Il problema dell’accuratezza è particolarmente evidente quando si leggono articoli che riportano informazioni parziali poco esatte. A volte il messaggio che viene fatto passare è decisamente differente dall’originale, semplicemente perché mancano alcuni punti fondamentali.
 

Io potrei dire, ad esempio, che durante un volo di linea l’attraversamento di una turbolenza non costituisce un pericolo per i passeggeri. La frase ha affidabilità alta (non perché lo dico io, ma perché lo dice la statistica) e validità ben delineata (parliamo dei voli di linea), ma in quanto ad accuratezza non è ottima. Infatti non ho specificato né l’entità della turbolenza (oltre certi limiti i rischi diventano concreti) né il fatto che si debba avere le cinture allacciate, pena grossi rischi per l’incolumità.

Senza l’analisi dell’accuratezza, chi mi ascolta potrebbe dedurre che può starsene tranquillo in aereo anche senza cintura senza temere le turbolenze. Una deduzione purtroppo errata.
 

Esistono diversi casi reali in cui si fa leva sulla scarsa accuratezza di un’informazione. Un esempio è il marketing delle acque “povere di sodio”.

La pubblicità parte innanzitutto da un’informazione nota a tutti: l’assunzione giornaliera di sodio è spesso eccessiva e questo ha conseguenze negative sulla salute. Aggiunge poi un’ulteriore informazione che riguarda ovviamente l’acqua venduta: è povera di sodio.

La seconda informazione è affidabile (basta leggere l’etichetta), è valida (si parla di quell’acqua specifica) ma omette un particolare importante: qualsiasi acqua, povera di sodio o no, non ne apporta quantitativi significativi. A causa di questa poca accuratezza si potrebbe dedurre che bere quest’acqua sia utile a diminuire la nostra assunzione giornaliera di sodio in quantità significative, deduzione purtroppo errata.
 
 
 

Il ragionamento deduttivo

 
 

Ragionamento deduttivo
 
 

Il ragionamento deduttivo è la determinazione del legame logico fra informazione nota e informazione dedotta.

Questo legame logico, che possiamo chiamare per comodità legame di deduzione, determina le caratteristiche di affidabilità, validità e accuratezza dell’informazione dedotta.
 

Il ragionamento deduttivo ha il compito di rispondere a due domande:

  1. In che modo l’informazione nota è legata a quella dedotta?
  2. Questo legame è logicamente valido?

 
 

Prendiamo nuovamente l’esempio della mia collega, e proviamo a rispondere a queste domande:

In che modo il fatto che in natura nessun animale da adulto beve il latte è legato al fatto che bere il latte non fa bene?

Il legame è puramente speculativo. Parte dal presupposto che se qualcosa non è naturale allora è in qualche modo dannosa, un concetto che andrebbe provato prima di essere considerato vero.

In effetti è un concetto smentito dall’evidenza, che fa presa sull’idea romantica del “naturale” e che si basa su diversi errori logici (come il fatto di dire che se qualcosa di non naturale fa male, allora è probabile che tutto ciò che non è naturale faccia male).

Questo legame è logicamente valido?

Come abbiamo visto, la risposta è negativa. Non serve quindi rispondere alla terza domanda e possiamo concludere che questo processo di deduzione non è valido.
 

L’esempio più comune di legame logico valido per una deduzione è la conseguenza logica: l’informazione nota è quindi una condizione sufficiente per l’informazione dedotta.

Il fatto che sia richiesto un legame logico non significa che questo legame debba essere forte. Nulla vieta, per esempio, di dedurre da un’osservazione un semplice aumento di probabilità di un evento. Per esempio: oggi è nuvoloso quindi c’è maggiore probabilità che piova.

In questo caso non c’è un legame di conseguenza (non siamo sicuri che piova) ma di correlazione positiva.
 

La deduzione può funzionare anche al negativo: se so che manca una condizione necessaria ad un certo evento, posso dedurne che quell’evento non si verifica.
 
 
 

La valutazione dell’informazione dedotta

 
 

L’ultima fase del processo deduttivo è la valutazione delle informazioni dedotte.

Anche per queste informazioni, come per quelle note, è necessario effettuare una valutazione che ne determini affidabilità, validità e accuratezza.

Generalmente le caratteristiche delle informazioni di partenza si rispecchiano anche in quella dedotta.

Se hai dei dubbi sulla veridicità di un certo dato, non potrai essere sicuro nemmeno delle deduzioni che si basano su di esso. Analogamente, se un’informazione è applicabile solo in certi ambiti, anche le informazioni dedotte da essa saranno valide in quei contesti.
 

L’accuratezza può influenzare la deduzione in modo più imprevedibile. In alcuni casi la mancanza di alcuni dettagli può rendere la deduzione del tutto errata (come nell’esempio dell’acqua minerale) finendo per farti fare scelte sbagliate e potenzialmente pericolose (potresti essere convinto di assumere poco sodio grazie all’acqua e non essere consapevole dei veri rischi). In altri casi la deduzione può essere semplicemente approssimativa, oppure risentirne in quanto a validità.
 

Ogni informazione dedotta va valutata caso per caso, controllando se e come i problemi di valutazione delle informazioni di partenza possono comprometterla.

Devi quindi vincere la voglia di certezze della tua mente, e accettare il fatto che ogni informazione, soprattutto se dedotta, non è mai sicura. Questo non significa che non puoi avere dei punti di riferimento, ma questi punti non possono nascere da deduzioni sulle quali hai dei dubbi di partenza.
 

Il migliore risultato dell’applicazione dell’intelligenza deduttiva è proprio l’abitudine a non ragionare per assoluti, ma considerare l’insieme delle tue informazioni dedotte in modo dinamico e critico.

 

La conseguenza immediata e diretta è l’aumento drastico della qualità delle tue scelte e della tua qualità della vita.
 
 

A presto,
Alessandro
 

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