La felicità è al centro delle attenzioni dell’umanità fin dalla notte dei tempi, ma secoli di studi non hanno ancora dato una risposta soddisfacente alla domanda più importante: come si fa ad avere una vita felice?

L’innegabile aumento della qualità della vita nei paesi sviluppati è infatti attribuibile essenzialmente al maggiore benessere materiale e sociale, e non ad una maggiore comprensione dello stile di vita in funzione della propria felicità.
 

La verità è che, ancora oggi, la maggior parte dei fattori che determinano la possibilità di avere una vita felice sono lasciati al caso.
 
 
 

Felicità
 
 
 

Lo studio della felicità

 
 

Lo sviluppo civile ha reso immensamente più facile poter avere una vita felice, grazie ad un ambiente sociale che, pur avendo ancora moltissimi problemi da risolvere, è drasticamente migliore rispetto a quello dei secoli passati.

La qualità dell’ambiente è però solo uno degli aspetti che influenzano la possibilità di raggiungere la felicità. Può rendere l’impresa più facile o più difficile, ma non è l’unico fattore che conta.

La prova è che alcune persone sembrano essere felici pur vivendo in condizioni apparentemente precarie, mentre altre (magari ricche e famose) vivono esistenze tristi pur potendo avere tutto quello che desiderano.
 

Il motivo principale di questa apparente incoerenza è che buona parte degli eventi che portano alla felicità sono lasciati al caso. Il verificarsi o meno di tali eventi viene affidato alla “fortuna”, invece che ad un metodo razionale.

La maggior parte delle persone non usa nessuna strategia per ottenere la felicità, ma la aspetta passivamente.

La causa di questo atteggiamento passivo nei confronti della felicità risiede negli approcci adottati per il suo studio e nel tipo di risposte che si cerca di ottenere.
 

Se provi ad iniziare una discussione sulla felicità, probabilmente finirai per adottare l’approccio più diffuso: quello filosofico.

Con questo approccio si considera la felicità come un concetto più o meno astratto, e si cercano risposte relative al suo significato e al suo ruolo nella vita umana.
 

Queste risposte, oltre che essere personali e prive di oggettività, sono anche di utilità pratica praticamente nulla.

“La felicità è irraggiungibile”, “solo gli sciocchi possono essere felici”, “la felicità è rendere felici gli altri”… sono tutte affermazioni filosofiche magari interessanti, ma che non rispondono alla domanda principale: come si fa ad avere una vita felice?
 
 

La felicità non è fare tutto ciò che si vuole, ma volere tutto ciò che si fa.

Friedrich Nietzsche

 
 
 

L’approccio filosofico non è l’unico possibile.

Un altro, più moderno, è quello di tipo psicologico, adottato quando si vuole osservare come la felicità si inserisce all’interno della sfera psichica e mentale.

In questo caso la felicità è vista come componente della psiche umana, non più come un concetto ma come uno stato mentale con cause e conseguenze.

Questo approccio ha il merito di demistificare la felicità e studiarla per quello che è veramente: uno stato emotivo.
 

Anche la psicologia mantiene però la stessa limitazione della filosofia, concentrandosi sullo studio della felicità in quanto tale senza guardare al come ottenerla.

Ci sono casi in cui questo è sufficiente per ottenere dei risultati concreti: chi ha problemi patologici di natura emotiva può trovare nella psicologia un valido aiuto per vivere meglio.

Ma per tutte le persone che semplicemente non sono felici, la psicologia non può fare molto.
 

Esiste anche un approccio di tipo scientifico: lo studio della felicità come meccanismo biologico.

In questo caso si passa dalla mente al cervello, e si adotta un metodo di analisi di tipo medico.

La scienza cerca però risposte relative al funzionamento del cervello con l’obiettivo di fornire soluzioni mediche a problemi neurologici, nulla a che vedere con la ricerca della felicità.

Non si può certo considerare l’idea di sviluppare una “pillola della felicità” come se fosse un antidepressivo. Anche avendone la possibilità, si otterrebbe una felicità in contrasto con la realtà e quindi destinata ad avere conseguenze disastrose. Uno scenario degno dei migliori romanzi distopici di Huxley.
 

Lo studio scientifico del cervello può comunque dare qualche aiuto anche al di fuori dell’ambito medico.

Un esempio è la comprensione del sistema di ricompensa, che fornisce all’intelligenza motivazionale una consapevolezza importante su come funziona la mente e che può essere sfruttata per migliorare le proprie scelte.
 
 

La felicità: come avere una vita felice. Click to Tweet

 
 

Nessuno di questi metodi di studio della felicità è pienamente soddisfacente. Non si sa ancora come si può fare per ottenere una vita felice.

Il Metodo Ninja adotta un approccio inverso: studia la felicità in funzione dello stile di vita, in modo da focalizzare l’attenzione sulle scelte da fare e il comportamento da adottare per essere felici piuttosto che sulle caratteristiche o il significato della felicità.
 
 
 

L’approccio del Metodo Ninja

 
 

Il Metodo Ninja supera le limitazioni degli approcci che hai visto prima nel modo più ovvio, vale a dire partendo dalla domanda fondamentale: come avere una vita felice?

Non interessa quindi trovare il significato della felicità (approccio filosofico), né trovarne i meccanismi di funzionamento dal punto di vista psicologico o biologico.

La cosa importante non è capire cos’è o come funziona, ma essere felici!

Per iniziare si devono quindi individuare le circostanze nelle quali si può ottenere la felicità.
 

Uno degli errori dell’approccio filosofico allo studio della felicità è il considerare quest’ultima come un concetto quasi al di fuori della realtà.

Se invece osservi la felicità come uno stato emotivo ti sarà evidente che, come accade per tutti gli stati emotivi, esistono delle condizioni che rendono possibile l’innescarsi di tale stato.

Ricercare la felicità non è quindi un percorso spirituale, mistico o inconscio, ma una vera e propria strategia di vita per trovarti in particolari condizioni.

La domanda conseguente è: quali sono le condizioni che innescano lo stato emotivo della felicità?
 
 
 

La condizione idonea alla felicità

 
 

La condizione idonea alla felicità è la condizione in cui devi trovarti affinché si innesti lo stato emotivo della felicità.

Cercare la felicità significa cercare un metodo per ottenere tale condizione per il maggior tempo possibile durante la tua vita.

Questa condizione idonea si verifica se e solo se sono soddisfatte altre due condizioni:

  1. Possiedi una o più fonti di benessere emotivo.
  2. Non sono presenti fattori in grado di interferire con questo benessere.

 

In altre parole, puoi essere felice se e solo se nella tua vita esiste qualcosa che ti fa stare emotivamente bene e non c’è nulla ad impedire che ciò avvenga.
 

Cos’è una fonte di benessere emotivo?

Molto semplicemente, è un fattore presente nella tua vita che ti procura uno stato emotivo di benessere più o meno intenso.

Alcune delle tue fonti di benessere possono essere la lettura, il cinema, i giochi, la compagnia di amici e delle persone care, il divertimento, uno sport o lo studio. Può essere qualsiasi cosa ti piaccia fare.

Le fonti di benessere non sono tutte uguali, ma si distinguono per la qualità del benessere emotivo che ne ricavi. Questo fatto è cruciale, in quanto questa qualità si rispecchia direttamente su quanto puoi essere felice:

una bassa qualità delle tue fonti di benessere ti impedirà di avere una vita veramente felice.

 

Come regola generale, più il benessere è immediato e legato al piacere istintivo e più bassa è la sua qualità.

Pensa, ad esempio, al mangiare una pizza (spero che tu non sia uno dei pochi a cui non piace!): il solo piacere derivante dal gusto è sufficiente per darti un certo benessere emotivo, tuttavia difficilmente puoi parlare di “esperienza memorabile” e, una volta finito l’ultimo trancio, il benessere termina lì.

Ecco perché inseguire i propri impulsi istintivi non è una strategia che porta ad una vita felice: anche assumendo di non avere problemi (e di solito questo atteggiamento ne causa molti…), il massimo a cui potresti aspirare è una vita fatta di brevi e banali soddisfazioni.
 

Per migliorare la propria vita abbiamo la possibilità di dedicarci ad attività emotivamente più stimolanti, come la lettura di un libro o la visione di un film, che garantiscono un benessere di maggiore qualità e che si protrae più a lungo nel tempo.
 

Ma attenzione: si tratta sempre di fonti di benessere di medio livello, e qui è dove gran parte delle persone si ferma.
 
 
 
Lettura
 
 
 

Le fonti di benessere

 
 

Le fonti di benessere di medio livello si possono ottenere con relativa facilità, ma la mediocrità del benessere che possono offrire non può garantire una vita davvero felice.

Con esse potresti ottenere al più una vita tranquilla e serena, fatta di piccoli momenti di benessere (qualche serata con gli amici, qualche cena al ristorante di pesce, film e serie TV la sera, e ogni tanto qualche viaggio) che a malapena servono a compensare le ore di lavoro e di stress della settimana.

Come si fa ad andare oltre?
 

Cercare di dedicare più tempo alle stesse fonti di benessere non è una buona strategia. Otterresti più benessere ma sempre di media qualità, senza migliorare di molto la tua situazione.

E alla fine ti convinceresti che non ci sia modo di essere veramente felici, se non con un miracolo come una vincita alla lotteria.

Qual è l’errore?

Semplice: l’accontentarsi delle fonti di benessere che capitano!

Facci caso: la maggior parte delle attività che facciamo nel nostro tempo libero sono le stesse che fanno tante altre persone. Questo perché esistono condizionamenti sociali e personali che ci suggeriscono automaticamente di dedicarci a quelle attività.

Se vuoi essere più felice devi invece sceglierti da solo le tue fonti di benessere, selezionando quelle che ti possono dare il massimo benessere emotivo.
 

Queste fonti di benessere sono le tue passioni.
 

Deve esserti chiaro cosa si intende con passione.

Puoi dire di essere appassionato di qualcosa se ne sei innamorato, se non ti stanchi mai di essa e se vuoi approfondire ogni suo aspetto.

Può essere qualsiasi cosa: un tipo di sport, il cinema (o un genere di cinema), i videogiochi, l’archeologia, i viaggi, o una persona.

Una passione è tale se vorresti dedicare ad essa tutto il tuo tempo, e se mentre lo fai non senti la voglia di fare altro (al massimo puoi avere voglia di dedicarti ad un’altra passione ancora più forte).
 

Il secondo posto nel podio della qualità delle fonti di benessere spetta agli interessi.

Gli interessi si distinguono dalle passioni per il tuo minore attaccamento ad essi, e per il fatto che ne sei interessato piuttosto che innamorato.

Stai però molto attento a non cadere nei falsi interessi dettati dai condizionamenti esterni. Da essi non ricaverai che un benessere transitorio e superficiale.
 

Questo è il punto di partenza per la ricerca della felicità: scoprire le tue passioni e porti l’obiettivo di dedicare ad esse la tua vita.
 

Tornando alla definizione di condizione idonea, è chiaro che non basta avere delle passioni per essere felice: è anche necessario evitare i fattori che possono compromettere il benessere che vuoi ottenere.

Le fonti di benessere, infatti, sono inutili se c’è qualcosa che ti impedisce di trarne benessere.
 
 
 

I 5 muri di mattoni

 
 

Mattoni

 
 
 

Immagina di partire da una condizione teorica ideale: dedicare il 100% della tua vita alle tue passioni. Bello, ma utopistico. Ma cos’è esattamente che te lo impedirebbe?

Se tu per ipotesi ci provassi, cos’è che ti metterebbe i bastoni fra le ruote impedendoti di godere del tuo benessere?

Le possibili cause sono tantissime, ma si possono tutte ricondurre a 5 fattori principali:

  1. Il tuo tempo.
  2. Il tuo denaro.
  3. Il tuo stato fisico e psicofisico.
  4. Il tuo stato mentale.
  5. L’ambiente dove vivi.

 

Ognuno di questi fattori è come un muro di mattoni che si interpone fra te e il raggiungimento del tuo benessere.

Ad ogni persona la vita mette di fronte questi muri in modo diverso, ma tu hai la possibilità di gestirli nel modo che preferisci. Puoi decidere di spostare dei mattoni da un muro all’altro, e puoi anche decidere di impegnarti a distruggere alcuni di questi mattoni per essere più libero.
 
 

Il tuo tempo.

Il tuo tempo è limitato, e parte di esso devi inevitabilmente dedicarlo ad attività necessarie (come il lavoro o la cura della casa).

La possibilità che hai di godere delle tue passioni, e in generale di poterti dedicare a ciò che ti piace, è limitato dal tempo libero che riesci a ricavare.

Distruggere i mattoni di questo muro significa imparare a non buttare via il tuo tempo, cioè a non fare ciò che non è necessario, ma anche a fare il necessario nel modo più efficiente possibile.

Il Metodo Ninja considera fondamentale l’organizzazione personale proprio per questo motivo: ti regala più tempo per te stesso e di conseguenza più felicità.

Tante cose possono farti usare il tempo nel modo sbagliato: falsi interessi, condizionamenti mentali, scelte sbagliate ed errori di valutazione.

Quasi ogni tipo di intelligenza ti sarà utile per ridurre al minimo questi errori, ma in particolare ti serviranno quelle fondamentali.
 

Il tempo può anche essere barattato con altri fattori. Ad esempio, puoi scegliere di lavorare meno per avere più tempo libero, rinunciando però a una certa quantità di denaro.
 
 

Il tuo denaro.

A meno che tu non possa vivere di rendita, avrai bisogno di lavorare e di guadagnarti da vivere.

Avere più soldi si traduce direttamente nell’avere più beni materiali. Non sono l’unica cosa che conta nella vita, ma certamente sono un notevole elemento di aiuto al tuo benessere.

Il primo grosso limite imposto dal denaro è naturalmente la necessità di lavorare, con tutti i problemi che comporta: dalla diminuzione del tempo libero ai potenziali problemi di salute.
 

E ovviamente, anche lavorando, non puoi certo avere i soldi per tutto ciò che desideri.

Qualsiasi fonte di benessere infatti richiede una certa disponibilità economica per poter essere apprezzata, e a seconda dei tuoi guadagni potresti avere delle limitazioni nel dedicarti ad esse.

Il denaro è anche necessario per risolvere molti problemi che interferiscono, anche indirettamente, con il tuo benessere.
 
 

Il tuo stato fisico e psicofisico.

Alcuni dei fattori che limitano il tuo benessere, e di conseguenza la tua felicità, riguardano il tuo stato fisico e psicofisico.

Spesso i problemi di salute hanno un effetto negativo su tutta la tua vita, in modo più o meno grave a seconda del tipo di problema.

Il caso peggiore è quando la tua salute ti limita direttamente nelle tue passioni (pensa ad un appassionato di musica che ha problemi di udito).
 

Vivere ignorando le conseguenze salutistiche di ciò che si fa è una pessima strategia. Spesso chi si comporta in questo modo ha una scarsa intelligenza motivazionale, e cede facilmente agli impulsi istintivi ed emotivi senza usare la razionalità.

Soddisfare questi impulsi, e ignorare le conseguenze sulla tua salute, non solo distoglie la tua attenzione da attività più profonde che potrebbero renderti più felice, ma renderà più difficile esserlo anche in futuro a causa della più alta probabilità di avere problemi fisici.

In pratica è come aggiungersi dai soli i mattoni a questo muro.
 

Un limite che rientra in questa categoria, e con il quale tutti dobbiamo fare i conti, è quello dello stress e della stanchezza. Se hai mai rinunciato a qualcosa che volevi fare perché eri troppo stanco, sai di cosa parlo.

 
 
Stanchezza
 
 

Il tuo stato mentale.

La tua mentalità può limitarti in molti modi: dai condizionamenti che influenzano sia le tue decisioni che la tua visione delle cose, fino ad una intelligenza superficiale che non ti permette di gestire al meglio le situazioni in cui ti trovi.

Il limite della tua mente non risiede quasi mai nelle sue potenzialità, ma nel modo in cui la utilizzi.

L’obiettivo principale di questo blog è proprio quello di aiutarti a superare i limiti imposti dalla tua mentalità.

Un esempio? Una persona apparente che spende tutti i suoi risparmi per comprarsi abiti firmati e orologi di lusso, e che passa ore a tenersi aggiornato sulle tendenze del momento, si sta a tutti gli effetti costruendo i propri muri di mattoni a causa della sua mentalità.
 
 

L’ambiente dove vivi.

L’ultimo muro con il quale devi fare i conti è l’ambiente in cui vivi.

Dal paese in cui risiedi, passando per la città e arrivando alla tua casa, ognuno di questi ambienti ti offre delle possibilità ma ti impone anche delle limitazioni.

Molti problemi comuni dipendono dall’ambiente, come la rumorosità che disturba il tuo sonno o il tempo perso nel traffico.

L’ambiente è uno dei limiti più ardui da superare per il fatto che spesso sono richiesti investimenti ingenti di tempo e denaro.
 
 
 

Come avere una vita felice?

 
 

La risposta a questa domanda non può ovviamente essere diretta né semplice, ma è una risposta che esiste ed è razionalmente valida.

Ecco alcuni consigli per andare nella direzione giusta.

  • Conosci te stesso il più possibile e scopri cosa ti piace veramente.
     
  • Impara a rinunciare a quello che non ti dà un vero benessere. Non hai bisogno di fare tutto quello che fanno gli altri, fai quello che ti appassiona!
     
  • Individua i problemi che ti impediscono di essere felice (i 5 muri di mattoni), e affrontali razionalmente.
     
  • Studia e applica un metodo per migliorare la tua mentalità. Il Metodo Ninja è uno di questi, ma se non ti piace puoi cercarne un altro. L’importante è non lasciare al caso i fattori che migliorano la tua vita.
     
  • Non limitarti a seguire una sola passione. Il solo modo per superare l’eventuale perdita di una di essere è averne altre a cui dedicarti.
     
  • Non sprecare energie sui problemi che non interferiscono con la tua felicità. Se qualcuno ti passa davanti alla fila alle poste è giusto farglielo notare, ma non serve arrabbiarsi: difficilmente diminuirà il tuo benessere.
     
  • Ricorda: la felicità conta se è costante nel tempo. Non ha senso goderti il momento se in questo modo ti condanni a non poter essere felice in futuro. Non costruirti i tuoi muri da solo.

 
 

A presto,
Alessandro
 

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