I buoni propositi sono impegni che prendi con te stesso al fine di raggiungere certi obiettivi personali. Forse il caso più emblematico è quando, alla fine dell’anno, ripensi ai 365 giorni passati e a che cosa vorresti fare di diverso nell’anno che sta per iniziare.

I buoni propositi non si limitano agli eventi particolari come l’ultimo dell’anno, ma capita di farli anche in seguito a reazioni emotive, ad esempio dopo un fallimento oppure quando si decide di raggiungere un nuovo obiettivo.
 

Il Metodo Ninja non vede di buon occhio l’abitudine dei buoni propositi, in quanto si rivelano quasi sempre degli ostacoli ad un vero miglioramento.
 

Buoni propositi
 
 
 

Perché i buoni propositi sono degli ostacoli al miglioramento

 
 

Ci sono soprattutto tre motivi per cui dovresti evitare di fare affidamento sui buoni propositi:

  1. rafforzano l’idea che serva un “nuovo inizio”, o comunque un qualche evento esterno, per poter fare dei cambiamenti nella tua vita;
     
  2. rendono accettabile il non affrontare i tuoi problemi per un certo periodo di tempo (per esempio fino all’anno successivo o alla settimana successiva);
     
  3. sono impegni presi in modo istintivo ed emotivo.

 
 
 

Il trucco del “nuovo inizio”

 

Un proposito è per definizione un impegno a fare qualcosa in futuro. Quindi, invece di iniziare immediatamente l’attività, la si rimanda ad una data più “conveniente”.

Questa data è molto spesso il lunedì, primo del mese o primo dell’anno successivo. Anche se può sembrare sensato, in realtà non solo non lo è, ma è anche sintomo di una scarsa consapevolezza del problema che vogliamo risolvere.

Per capire questo punto, immagina che tu abbia deciso di iniziare un regime alimentare più salutare oppure una dieta. Se la tua decisione è stata presa di giovedì, ci sono buone probabilità che inizierai solamente il lunedì successivo, e che magari quel weekend ti lascerai andare più del solito ad orrori gastronomici.

In questo caso dimostreresti che la tua decisione di mangiare correttamente è in buona parte solamente estetica, e che ti interessa di più il fare qualcosa piuttosto che l’ottenere qualcosa.

Si tratta quindi di una decisione motivazionalmente debole e poco solida, e basterà poco per farti desistere perché non sei davvero consapevole della necessità di risolvere il tuo problema.
 

L’idea di rimandare un impegno non proprio piacevole è una conseguenza del tuo istinto motivazionale, che cerca di trovare una giustificazione pseudo-razionale per farti rimandare il più possibile qualcosa di faticoso.

Non ci sono infatti giustificazioni razionalmente valide per aspettare il lunedì invece di iniziare subito.

Se invece sei davvero consapevole del fatto che prima inizi a mangiare correttamente prima la tua vita migliorerà, sarà l’idea di rimandare a non piacerti più e vorrai iniziare fin da subito.
 

L’idea di far coincidere le tue attività personali con i ritmi e le ricorrenze esterne (settimane, anni ecc.) è solo un ostacolo al tuo miglioramento, ed è anche un vincolo dannoso per la tua mente che si trova quasi costretta a muoversi rispettando dei paletti inutili.
 
 

 

L’accettazione dei problemi

 

Un’altra caratteristica dei buoni propositi è che rendono normale l’idea di portarti dietro dei problemi di cui sei consapevole e che sai di dover risolvere.

Questo atteggiamento è molto diffuso, pensa a quante volte hai sentito frasi del genere:

“Non dovrei bere così tanto, ma sai com’è…”
“Lo so che spendo troppo, ma sono fatto così!”

Vuol dire sapere di avere un problema ma non essere consapevoli della necessità di risolverlo.
 

Spesso (non sempre, ma spesso sì) si acquista una maggiore consapevolezza di un problema se questo sta attivamente diminuendo la nostra qualità della vita.

Al contrario, se un problema sta limitando la nostra possibilità di vivere meglio lo consideriamo più accettabile.

Il motivo è che risolvere un problema costa fatica, e questa fatica deve essere controbilanciata da un disagio sufficientemente forte che hai solamente se la tua vita peggiora rispetto al tuo standard.

Delegare la soluzione di un problema ad un proposito significa essere vinti dalla fatica di affrontarlo immediatamente.
 
 
 

Emotività e razionalità

 

C’è infine un ultimo motivo per cui i buoni propositi difficilmente portano a risultati concreti: si basano su un’analisi emotiva delle problematiche da risolvere.

Hai mai notato che i classici propositi di fine anno spesso si ripetono identici anno dopo anno?

Il motivo è che la voglia di risolverli nasce da uno spunto emotivo. L’emotività però non permette di risolvere davvero i problemi che quindi continuano a rimanere irrisolti.

È inutile, per esempio, prendere l’impegno di leggere due libri al mese solo perché l’anno passato ne hai letti 2 in totale e ne sei mortificato (ecco la spinta emotiva).

Certo, lì per lì non vedrai l’ora di iniziare. Peccato che al momento di trovare il tempo per farlo ti scontrerai con la realtà e finirai esattamente come l’anno prima, perché l’emotività è incapace di risolvere i problemi reali.
 

Affrontare i problemi con i buoni propositi significa essere troppo vulnerabili all’emotività motivazionale, mentre si dovrebbe fare affidamento sulla razionalità (per approfondire: le forze motivazionali).

Evitando i buoni propositi e usando invece una corretta organizzazione personale si può passare dal farsi un sacco di promesse all’ottenere risultati concreti.
 
 

A presto,
Alessandro